Chi siamo

Chi siamo AIL Modena nasce il 22 ottobre 1992 per volere del compianto Prof. Ubaldo Di Prisco e di un gruppo di persone che attraverso l'esperienza (diretta e indiretta) con leucemie, linfomi e mieloma hanno deciso di dedicare parte del loro tempo all'aiuto di chi si trova ad affrontare questo difficile percorso di malattia.
Fra i soci fondatori vogliamo ricordare il grande tenore modenese Luciano Pavarotti, al quale è dedicata la nostra sezione.

L'organizzazione dell'AIL si basa sull'autonomia delle singole sezioni provinciali che hanno totale indipendenza giuridica, patrimoniale ed economico-finanziaria e sul principio che i fondi siano spesi là dove sono raccolti, nel più trasparente dei modi e per gli obbiettivi preposti.

L'associazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell'assistenza socio-sanitaria in favore di leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie.

AIL Modena ha bisogno dell'aiuto di tutti e ringrazia sin d'ora le persone di buona volontà che, generosamente, si avvicineranno alla sezione rendendosi disponibili nella realizzazione di manifestazioni benefiche tese a reperire i fondi necessari al raggiungimento dei propri obbiettivi statutari: potenziare l'assistenza domiciliare ematologica e psicologica e contribuire alla


Presidente AIL Modena: Prof.Umberto Torelli

Coordinatrice Provinciale: Loretta Picchioni

Sede Operativa: Via G. Benassi 33 - Modena


Curare il corpo quanto la mente

Curare il corpo quanto la mente

la Dott.ssa Lisa Galli (a destra nella foto)insieme alla Dott.ssa Chiara Bulgarelli entrambe psicologhe/psicoterapeute.

Essere un malato ematologico necessita di cure mediche a 360°. È necessario curare il corpo, quanto la mente. Per questo l’AIL di Modena finanzia anche un Servizio di Psicologia.

Ne abbiamo parlato con la Responsabile del Servizio Dott.ssa Lisa Galli.

In che cosa consiste il Servizio di Psicologia AIL Modena?
“Il Servizio di Psicologia dell’AIL di Modena ha come obiettivo quello di sostenere psicologicamente i malati e le loro famiglie sia all’interno della Divisione di Ematologia del Policlinico di Modena (a seconda che le persone si trovino in Day-Hospital, in reparto di ematologia, in Unità Trapianto Midollo, in Osservazione Breve) sia a domicilio, presso l’abitazione della persona stessa.
Dal 2002 abbiamo sempre potuto garantire una continuità assistenziale psicologica tra territorio ed ospedale grazie alla stretta collaborazione ed integrazione con i medici e gli infermieri della Divisione di Ematologia, con gli ematologi e l’infermiera dell’Assistenza Domiciliare Ematologica ed Infermieristica che AIL Modena ha creato più di dieci anni fa. All’interno del Servizio siamo in due professioniste che lavoriamo garantendo i colloqui ai malati ed ai loro familiari in qualsiasi momento del loro percorso di cura”.
Il malato viene supportato anche da una terapia farmacologica?
“Collaboriamo di frequente con gli psichiatri del Policlinico e del Territorio, in modo da poter fare invii mirati e solitamente lavoriamo in integrazione con loro, non in sostituzione, ovviamente sempre in accordo con l’ematologo di riferimento che fa, anche su nostra segnalazione, la richiesta della consulenza psichiatrica. Un percorso di malattia richiede una capacità di adattamento che si organizza nel tempo attraverso momenti che possono essere di sconforto, di preoccupazione, di angoscia. Sappiamo bene che, ad esempio, una depressione reattiva ad un evento traumatizzante può fare parte del percorso di cura che è complesso e non facile. La nostra volontà è comunque quella di lavorare in integrazione con tutti i professionisti che intervengono in un percorso di cura, contattandoli direttamente o venendo contattati da loro”.

Quanto contano i fattori psicosociali ed emotivi sul decorso di una malattia?
“Penso che i fattori psicosociali ed emotivi siano solo una parte degli elementi da tenere in considerazione per cercare di fare al meglio il nostro lavoro. Ogni malato ha la sua personale storia di malattia e nessuna persona sana può sapere come si comporterà nel caso in cui dovesse fare fronte ad un percorso di malattia, né come malato, né come familiare che decide di rimanere al fianco del proprio caro. Il nostro compito è quello di aiutare la persona, attraverso i colloqui, a ri-organizzare le proprie capacità, le proprie risorse interne ed esterne, sapendo bene che ognuno possiede gli strumenti per poter fare fronte a qualsiasi evento doloroso della vita. Ogni persona ha i suoi tempi ed il suo stile per affrontare la malattia”.

Cosa le ha dato questo lavoro da un punto di vista umano e professionale?
“Personalmente, la possibilità di cercare di valorizzare ogni giorno senza pensare che, vivere da sani sia così scontato ed ovvio. Professionalmente, incontrare persone straordinarie che mi hanno permesso di rimanere al loro fianco fino a quando hanno avuto bisogno della mia professionalità”.
Ad affiancare la dottoressa Galli anche la dottoressa Chiara Bulgarelli, la quale afferma: “Da Aprile 2008 svolgo attività clinica presso il reparto di Ematologia, nell’Unità Trapianti Midollo Osseo (UTM), in Day Hospital, in Osservazione Breve Onco-Ematologica (OBOE), in Hospice e anche a domicilio. Il nostro lavoro è sempre svolto in rete con gli altri operatori sanitari. Nel momento in cui la persona presenta disagio o malessere psicologico può chiedere al medico o agli infermieri di avere un colloquio psicologico; spesso è lo stesso medico a proporre alla persona l’intervento dello psicologo ed il colloquio si svolge nella stanza del malato o, se le condizioni mediche lo permettono, nello studio del reparto. Per quanto riguarda l’UTM in sinergia con il personale infermieristico, sosteniamo colloqui di accoglienza, per dare informazioni sul percorso di cura. E’ un momento importante anche per conoscere la persona ed il suo familiare di riferimento. In seguito all’ingresso in UTM, continuiamo i nostri colloqui con le persone durante tutta la loro degenza. Con gli infermieri ed i medici dell’UTM abbiamo anche incontri bisettimanali per poterci confrontare a livello medico e psicologico sulle condizioni di ogni malato, nell’intento di integrare le informazioni di ogni professionista nel modo migliore e più completo. Il sostegno psicologico è rivolto anche alle persone che vengono per le visite in Day Hospital; possono essere colloqui individuali, di coppia o anche famigliari. L’attivazione dei colloqui a domicilio avviene su richiesta delle persone interessate oppure su segnalazione dei medici dell’Assistenza Domiciliare AIL o dell’infermiera AIL, sia a Modena che in provincia. In questo momento partecipiamo ad una ricerca sul dolore del paziente ematologico in collaborazione con il Reparto di Ematologia ed anche questo risulta essere un momento significativo per conoscere meglio le persone che sosteniamo psicologicamente. A livello professionale ho imparato a non farmi impaurire dalle emozioni, ma ad utilizzarle come strumento di lavoro per entrare in un rapporto profondo con l’altro. A livello umano questo lavoro mi ha portato a riflettere su quali grandi capacità e risorse abbia la persona nel momento in cui ci sia qualcuno che crede in lei e la sostiene”.



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Luglio 2010 - Donati euro diecimila al Policlinico/COM di Modena Donati euro 10.000,00 a supporto dell'attività di ricerca del Dott. Leonardo Potenza, impegnato presso la Divisione di Ematologia del COM (Centro Oncologico Modenese Pad. PierCamillo Beccaria
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