Chi siamo

Chi siamo AIL Modena nasce il 22 ottobre 1992 per volere del compianto Prof. Ubaldo Di Prisco e di un gruppo di persone che attraverso l'esperienza (diretta e indiretta) con leucemie, linfomi e mieloma hanno deciso di dedicare parte del loro tempo all'aiuto di chi si trova ad affrontare questo difficile percorso di malattia.
Fra i soci fondatori ricordiamo il grande tenore modenese Luciano Pavarotti, al quale è dedicata la nostra sezione.

L'organizzazione dell'AIL si basa sull'autonomia delle singole sezioni provinciali che hanno totale indipendenza giuridica, patrimoniale ed economico-finanziaria e sul principio che i fondi siano spesi là dove sono raccolti, nel più trasparente dei modi e per gli obbiettivi preposti.

L'associazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell'assistenza socio-sanitaria in favore di leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie.

AIL Modena ha bisogno dell'aiuto di tutti e ringrazia sin d'ora le persone di buona volontà che, generosamente, si avvicineranno alla sezione rendendosi disponibili nella realizzazione di manifestazioni benefiche tese a reperire i fondi necessari al raggiungimento dei propri obbiettivi statutari: potenziare l'assistenza domiciliare ematologica e psicologica e contribuire alla

Presidente AIL Modena: Prof.Umberto Torelli

Coordinatrice Provinciale: Loretta Picchioni

Sede Operativa: Via G. Benassi 33 - Modena


Paola Baldanzi: professione infermiera

Paola Baldanzi: professione infermiera

Paola Baldanzi, uno dei preziosi componenti che costituiscono l’equipe di assistenza domiciliare esercita la professione dal lontano 1987 e, dopo quindici anni di attività presso il Policlinico di Modena, inizia il suo rapporto di lavoro con AIL Modena.

Le abbiamo chiesto di provare a spiegarci cosa significa assistere un malato ematologico.

“Nell’assistenza domiciliare – afferma la Baldanzi – ci prendiamo cura del malato, ma occorre precisare che un importante rapporto lo instauriamo anche con la sua famiglia, per maturare quella fondamentale capacità di guardare al malato nella sua totalità”.
Essere infermieri, oggi, è come essere un dottore. Infatti, è importante anche dare un contributo qualitativo, capire il malato in ogni sua parola e comprendere le sue emozioni, anche quando non si esprime a parole.

“L’abilità tecnica è importante – prosegue la Baldanzi – ma non è tutto. Mentre il medico ha un approccio propriamente terapeutico, il nostro compito, al di là dell’aspetto pratico, è di fare da tramite fra il medico ed il paziente che, spesso, dice a noi infermieri molto più di quanto riesca a dire al medico.

A volte ci cercano anche solo per fare “due chiacchiere”. Questo tipo di rapporto, decisamente familiare, è difficile che riesca ad instaurarsi in un ambiente come quello ospedaliero.”

Una familiarità che la Baldanzi riesce ad instaurare a prescindere dalla frequenza con la quale incontra i suoi pazienti. Alcuni, infatti, li vede tutti i giorni, altri anche solo ogni due settimane, per il prelievo di routine. Ma questo non cambia la sostanza di un legame che inevitabilmente viene ad instaurarsi.

Alla domanda “se avesse mai sofferto per un proprio paziente” la stessa non ha mancato di sincerità nel rispondere:
“Certo che ho sofferto. È molto difficile trovare quella linea di demarcazione da non oltrepassare.

Ogni malato è diverso dall’altro e devo ammettere che alcune situazioni sono davvero toccanti. Facciamo veramente fatica ad assumere un atteggiamo distaccato e non nego che, a volte, alcune problematiche ce le portiamo a casa”.
Un coinvolgimento emotivo che, tuttavia, ha un rovescio della medaglia “Un sorriso di un paziente – conclude Baldanzi – vale più di ogni altra cosa.

Da quando ho cominciato con l’assistenza domiciliare vivo meglio il mio lavoro, proprio per il rapporto che riesco a creare con l’assistito e con la sua famiglia: situazione che a volte può diventare emotivamente pesante, ma che mi rende orgogliosa perché sento di essere utile per qualcuno”


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Buona Estate

Buona Estate Natale è ancora lontano, ma possiamo già dare appuntamento a coloro che seguono le nostre iniziative di piazza.

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Luglio 2010 - Donati euro diecimila al Policlinico/COM di Modena

Luglio 2010 - Donati euro diecimila al Policlinico/COM di Modena Donati euro 10.000,00 a supporto dell'attività di ricerca del Dott. Leonardo Potenza, impegnato presso la Divisione di Ematologia del COM (Centro Oncologico Modenese Pad. PierCamillo Beccaria
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