Servizi AIL Modena

Lottare contro una malattia del sangue è possibile

Lottare contro una malattia del sangue è possibile

Lo dimostra la sempre solerte operosità dei medici ematologi i quali, anche grazie alle borse di studio finanziate dall’AIL di Modena, dedicano la propria attività di ricerca alla cura delle malattie del sangue.

Tra questi il dott. Leonardo Potenza (nella foto a sinistra) che, dal marzo del 2005, svolge attività clinica quotidiana in Day Hospital, imperniata in prevalenza sulla cura dei pazienti con leucemia acuta.

“Nei pazienti che abbiano ottenuto una remissione dopo cicli di chemioterapia cosiddetta di induzione e di consolidamento – afferma Potenza – e spesso dopo un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali periferiche, cerchiamo di svolgere una attentissima attività di sorveglianza, per controllare che la malattia non ricada. Non appena dall'esame del midollo ci accorgiamo che qualche cellula leucemica è riapparsa, interveniamo in modo tempestivo con nuove terapie, che vengono somministrate sia in Day Hospital che in reparto”.

Ma quali i compiti dell’attività di sorveglianza? “Un compito molto importante – prosegue Potenza – della cosiddetta sorveglianza dei nostri pazienti in Day Hospital riguarda le complicanze infettive. Siamo sempre pronti ad accogliere, visitare e curare i pazienti che a domicilio sviluppino, ad esempio, una febbre o disturbi che ci possano far pensare ad una causa infettiva.

Spesso il nostro intervento tempestivo ci permette di diagnosticare, mediante esami radiologici o di laboratorio, sofisticati processi infettivi sul nascere e di iniziare a curarli senza necessità di ricoverare il paziente, grazie anche alla eccellente interazione con l'attività di Assistenza Domiciliare AIL Modena”.

Il dott. Potenza, inoltre, è dedito ad un’attività di ricerca clinica che persegue precisi scopi.
“La mia attività di ricerca è strettamente legata – dice Potenza – alla clinica ed ha lo scopo di migliorare la diagnosi e la cura dei pazienti con leucemia acuta.

Due sono i filoni di ricerca di cui mi occupo: lo studio e l’applicazione di metodiche immunologiche innovative per la diagnosi delle complicanze infettive di tipo fungino; e lo studio delle terapie con farmaci innovativi capaci di cooperare con il sistema immunitario nel curare alcuni tipi di leucemia acuta.

A tale riguardo ho coordinato uno studio appena apparso sulla principale rivista di Ematologia Mondiale BLOOD, in cui per la prima volta descriviamo il modo con cui i linfociti T presenti nel midollo osseo di 10 nostri pazienti con leucemia linfatica acuta Philadelphia positiva sono in grado di uccidere le cellule leucemiche, assicurando un lungo periodo di remissione di malattia”.

Il dott. Fabio Forghieri (a dx nella foto) altro medico finanziato dalla nostra associazione dice:
“Svolgo attività clinica quotidiana in reparto, incentrata sulla cura dei pazienti con leucemia acute e di tutti quei pazienti con malattie ematologiche neoplastiche ma anche non neoplastiche che per la loro severità ed acuzie devono essere immediatamente ricoverati e curati,spesso con urgenza.

In reparto, siamo impegnati sul fronte della diagnosi della malattia, che deve essere la più precisa e tempestiva possibile e che si basa non solo su esami clinici ma su sofisticati esami di laboratorio, di tipo morfologico, molecolare, citogentico, ed immunologico: è talvolta solo la combinazione di tutti i dati ricavati dai vari esami, che ci consentono di fare combaciare i tasselli e formulare una diagnosi compiuta. Sempre in reparto ci impegniamo nella scelta e nel monitoraggio dei protocolli di terapia più aggiornati, non solo rivolti alla cura delle malattie del sangue ma anche delle complicanze infettive che spesso nei pazienti ricoverati sono le piu' severe”.

Il dott. Forghieri spiega che è possibile far fronte alle diverse tipologie di problematiche quotidiane proprio grazie alla natura multidisciplinare dell’attività clinica, in cui sono combinate competenze ed esperienze di infettivologia, di virologia, di microbiologia, di medicina interna, etc.

“Spesso – prosegue difatti Forghieri – quando incontriamo casi clinici molto rari o casi in cui la causa di una malattia o di una complicanza sia poco nota, cerchiamo di approfondire le questioni cliniche con una ricerca di laboratorio ad hoc, spesso arrivando a descrivere nella letteratura scientifica internazionale i risultati delle nostre ricerche.

La mia attività di ricerca è quindi incentrata su due filoni: approfondire i meccanismi patogenetici alla base delle malattie ematologiche, in particolare della leucemia promielocitica acuta, delle leucemie linfatiche acute ma anche delle malattie ematologiche non tumorali come la porpora trombocitopenica immune, di cui abbiamo scoperto di recente, insieme al prof. Giovanni Emilia, una causa infettiva, l'infezione dal batterio Helicobacter pylori, consentendo una cura nuova di un gruppo di pazienti con questa malattia con la sola terapia antibiotica; e studiare le caratteristiche del dolore totale, sia fisico che psicologico, nei pazienti con leucemia acuta considerati, impropriamente, pazienti senza "dolore", ma nei quali l'applicazione di nuovi strumenti di analisi validata (ESAS ed HADS) ci consente di individuare pazienti con elevati livelli di sofferenza nei quali iniziare interventi mirati multidisciplinari di tipo medico, infermieristico e psicologico.

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Luglio 2010 - Donati euro diecimila al Policlinico/COM di Modena Donati euro 10.000,00 a supporto dell'attività di ricerca del Dott. Leonardo Potenza, impegnato presso la Divisione di Ematologia del COM (Centro Oncologico Modenese Pad. PierCamillo Beccaria
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